Ipogeo I – Il passato nascosto di Modugno a Lama Misciano
Se si chiedesse ai cittadini di Modugno di elencare i principali monumenti o luoghi storici della nostra città, probabilmente, nella maggior parte dei casi, otterremmo le medesime risposte: Balsignano, la Madonna della Grotta, la Chiesa Matrice e poco altro ancora; insomma, i luoghi più noti. Tuttavia c’è una storia che ci riporta ben più lontano nel tempo e che riguarda LE PRIME PRESENZE DELL’UOMO NEL TERRITORIO DI MODUGNO.
Alla periferia del nostro paese infatti è situato un luogo che, se per la maggioranza dei cittadini risulta ancora sconosciuto, per altri è ben noto già da tempo grazie all’informazione pubblica, sebbene continui ad essere definito come una semplice “contrada”: parliamo di LAMA MISCIANO (appendice di Lama Balice).
















Ho apprezzato tantissimo il lavoro sugli aspetti storico-archeologici di Lama Misciano, svolto con passione e competenza da Giovani Menti Attive e Comitato Proambiente di Modugno . Dopo aver archiviato la vicenda termovalorizzatore è giunta l’ora, però, di pensare concretamente alla salvaguardia del sito. C’è da rimboccarsi le maniche non tanto per la ricerca di una forma efficace di tutela giuridica dell’area, quanto per il ripristino naturalistico e paesaggistico dell’area, che è ormai di fatto una terra di nessuno, sottoposta al degrado da chi l’ha trasformata in discarica abusiva di rifiuti di ogni genere prodotti da attività lecite e non. Quindi nessuno gongoli per la scampata installazione!! A distruggere la lama ci stanno già pensando gli accampamenti di nomadi e l’indecente noncuranza dell’ASI e delle tre amministrazioni comunali in cui la lama ricade. Risulta che ci sia qualcuno nelle citate amministrazioni che abbia voglia di rimettere in discussione la causa principale della distruzione di Lama Balice e cioè l’attuale tracciato di Via Fiordalisi? Ci si è mai chiesti in quegli uffici se l’attuale mole di traffico veicolare giustifichi la presenza così invasiva di una strada che squarcia la lama attraversandola da parte a parte senza garantire il naturale deflusso delle acque e la cui funzione odierna si limita a quella di consentire il transito agli smaltitori abusivi di rifiuti e ai ladri di tombini ? Basterebbe soltanto ascoltare le ragioni dei disperati proprietari terrieri superstiti per convincersi che senza una radicale svolta nella destinazione d’uso dell’area non sarà, ahimé, possibile esercitare nessuna concreta azione di recupero.
Saluti.
Non sono pugliese ma desidero complimentarmi con voi per l’ottimo lavoro compiuto, puntuale chiaro esauriente; bravi ragazzi.
Complimenti!